La responsabilità dei professionisti della sanità diventa legge, il 28-2-2017 la Camera ha dato il via libera

La responsabilità dei professionisti della sanità diventa legge, il 28-2-2017 la Camera ha dato il via libera

Da ieri è legge la cosiddetta riforma “Gelli” che tra le altre cose esclude la punibilità dell’operatore sanitario se è provato il rispetto delle linee guida.

Questi in sintesi i cardini della riforma:

Sicurezza delle cure

La legge sancisce una articolata rete di prevenzione : l’attivazione in ogni Regione di un Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente. Sarà istituito per decreto l’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità. L’Osservatorio dovrà anche individuare progetti per la sicurezza delle cure e la formazione del personale.. Infine, tutti i dati sui risarcimenti degli ultimi cinque anni andranno pubblicati sui siti internet delle strutture sanitarie.

Responsabilità professionale

L’articolo 6 introduce nel Codice penale il nuovo articolo 590-sexies – “Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario”che esclude la punibilità, nel caso in cui l’evento si sia verificato a causa di imperizia e il professionista abbia rispettato le raccomandazioni previste dalle linee guida validate da società scientifiche accreditate, pubblicate online dall’Istituto superiore di Sanità.

In ambito civilistico, un doppio regime: è contrattuale la responsabilità della struttura sanitaria o sociosanitaria, pubblica o privata, anche per danni derivanti dalle condotte dolose o colpose dei professionisti. In questo caso il termine di prescrizione è a dieci anni. (Resta “contrattuale” la responsabilità del professionista che agisca in accordo diretto con il paziente). Assume invece natura extracontrattuale – onere della prova a carico del ricorrente e prescrizione a 5 anni – la responsabilità civile degli operatori sanitari chiamati in causa.

Per il risarcimento ci si atterrà alle tabelle sul danno biologico previste dal Codice delle assicurazioni private, all’attenzione del Senato.

Conciliazione obbligatoria

Prima di esercitare un’azione di responsabilità civile, chi ritenga di aver subito un danno dovrà comunque tentare una conciliazione a partecipazione obbligatoria di tutte le parti, assicurazioni incluse, pena la non procedibilità della domanda di risarcimento. A un consulente tecnico d’ufficio (Ctu) – la legge ne riforma la disciplina – spetta il tentativo di conciliazione: solo in caso di insuccesso o trascorso il termine di sei mesi, si va in giudizio. L’eventuale azione di rivalsa successiva è contemplata in caso di dolo o di colpa grave del professionista.

Polizze per tutti

Le strutture pubbliche e private, per danni attribuibili al personale a qualunque titolo operante, devono assicurarsi per la responsabilità contrattuale verso terzi e verso i prestatori d’opera. Ospedali e cliniche dovranno poi tutelarsi per la copertura della responsabilità extracontrattuale verso terzi degli esercenti le professioni sanitarie, nell’ipotesi in cui il danneggiato esperisca l’azione direttamente contro di loro. Deve assicurarsi anche il professionista che svolga l’attività al di fuori delle strutture o in regime libero-professionale. Infine, tutti i sanitari passibili di azione della Corte dei conti per danno erariale o di rivalsa in sede civile, devono stipulare polizze per colpa grave.